3 maggio e 31 maggio

Maggio era il mio mese e da piccola lo aspettavo con ansia.
Non riuscivo a capire, però, il motivo per cui i primi giorni erano felici e gli ultimi si chiudevano in tristezza.
Non da parte mia.

Da parte di mia madre.
Mia madre era (ed è) una persona che non lascia trasparire facilmente i suoi sentimenti. Estremamente timida da risultare a volte antipatica per chi non la conosceva.
Ma io me ne accorgevo che i suoi occhi si spegnevano, che non avevano la solita luminosità.
Al mio tredicesimo compleanno mi disse il motivo della sua tristezza.
Un lutto.
Prematuro.
Inaspettato.
Rese drammatico il 31 maggio.
Ricordo che ne restai scioccata.
Mi sarei aspettata di tutto, ma non questa triste notizia. Non nel mio mese, quello che doveva essere solo felice.
Non ho mai conosciuto mio nonno.
Nacqui tre anni dopo.

Mia mamma me ne parlava sempre, ed io spesso, me lo sognavo, ma non l’ho mai detto a nessuno.
Perché sapevo che ero bambina e sapevo che gli adulti sono convinti che i bambini dicessero solo bugie.
Ogni volta che dicevo qualcosa di reale, non venivo creduta e così, capii che le mie verità dovevo tenerle per me.
Avevo anche paura che a qualcuno potesse dare fastidio che facessi questi sogni. In fondo io il “babbuccio” di mamma e dei miei zii non lo avevo mai conosciuto, quindi potevano dirmi, “come è possibile che tu lo abbia sognato?”.
Eppure lo sognavo. Eppure il desiderio di conoscerlo era talmente forte da farmi soffrire.
Tutto questo accadeva quand’ero bambina.
Non so cosa mi successe dopo.
Dopo che seppi che il 31 maggio fu una ricorrenza tragica.
Iniziai a non aspettare Maggio più con ansia.
Maggio mi deluse.
Fiore di maggio, non fu più la mia canzone.
Gli auguri mi facevano sentire quasi in colpa.
Io mi sentivo in colpa di essere nata in un mese così triste.
Ma non lo dissi mai a mia mamma, per non rattristarla maggiormente.
Perché in fondo sapevo che, in qualche modo, la mia nascita le aveva fatto superare quel dolore.
Ma diamine se ero sfortunata, sarei potuta essere nata ad aprile o a giugno! No, tra tanti mesi, proprio quello.
Maggio: il racconto di una fine e di un inizio.
Marisina
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