Quell’abbraccio mancato. 

Mio padre non c’era alla stazione. La solita discussione la sera prima trascinata fino a notte ci fece rintanare, offesi, nelle nostre camere, sbattendo le porte. Stesso carattere, stesse reazioni. Nessun saluto. Nessuna riappacificazione. Piansi tutta la notte. Mi sentivo incompresa, amareggiata e delusa.  Continua a leggere “Quell’abbraccio mancato. “

Annunci

Mancanze

Mancanze che sanno di sale,
come la pelle arsa dal sole.
Mancanze che fanno rumore,
come le onde del mare.
Mancanze che segnano il tempo,
tra i passi infiniti del cielo.
Mancanze amare,
che strappano via le dolcezze.
Mancanze che svuotano l’anima,
mentre l’attesa divora.
Mancanze che nutrono i vuoti,
in un silenzio che non ci consola.

Marisina Vescio © 30/06/2014

Bisogna imparare ad essere riconoscenti di ciò che si ha e a rispettare chi sta peggio di noi.

Tanti anni fa avevo un amico.
Era una persona molto dolce e gentile.
Era anche molto fragile ed insicuro e forse anche un po’ pessimista.
Uno di quelli che dicono sempre “tanto io non ce la farò mai”, “tanto nella vita va avanti chi non lo merita”, “tanto io sono un fallito perché non riuscirò mai a realizzare il mio sogno”.
Uno di quelli che tu stai sempre lì a dirgli “ce la farai”, “non demordere”, “credici sempre”, “non mollare mai”.
Uno di quelli che ti fa tenerezza e senza che lui te lo dica direttamente, lo aiuti, non con aiuti materiali, ma morali, stando sempre al suo canto, sostenendolo nei suoi progetti, condividendo sui vari social i suoi lavori per aiutarlo a fargli pubblicità.
Poi successe dell’incredibile.
Realizzò il suo sogno ed riuscì ad occupare la posizione lavorativa e sociale  che aveva sempre sperato divenendo un personaggio famoso nel suo campo.
Non diede più retta a nessuno a causa degli innumerevoli impegni e quelle rare volte che si faceva sentire, si lamenta (alludendo al suo lavoro), che la vita con lui è stata ingrata e che lui rimarrà sempre il sognatore insoddisfatto e pieno di paure.

Io mi sento offesa da queste parole!
Come può una persona che ha raggiunto il suo sogno, affermare che la vita con lui è stata ingrata e che sarà sempre il sognatore insoddisfatto?
È uno schiaffo in faccia a quelli come me che non sono riusciti a realizzare nulla di nulla.
E sinceramente, se prima lo stimavo, pian piano ho iniziato a provare solo delusione.
Sia perché evidentemente non sa apprezzare quello che ha, sia perché vuole ancora di più di quello che già ha. Ma sinceramente lamentarsene non è una cosa bella per rispetto di chi non ha nulla!

Questi episodi mi portano a fare delle riflessioni:
l’essere umano per sua natura sarà sempre insoddisfatto. Più ha, più desidera. Più desidera, più non sa essere riconoscente di ciò che ha. (E forse proprio per questo si dice “chi si accontenta, gode”).

Il fatto che una persona del genere,  nonostante sia riuscita a realizzare il suo sogno (quello che raccontava ai suoi amici e che al contempo diceva “tanto resterà solo un sogno”), continui a lamentarsi, è normale che attiri su di sé sentimenti negativi, quali invidia e delusione, perché noi comuni mortali possiamo dire “ti lamenti proprio tu che hai tutto? Vorrei essere al tuo posto per godermi la tua felicità che tu non riesci a vedere”, mentre invece lui non potrà mai dire “vorrei essere al tuo posto” sapendo bene che molti hanno lavori mal pagati, precari e spesso non hanno proprio lavoro.

Bisogna imparare ad apprezzare ciò che si ha, ad essere riconoscenti di ciò che si ha e ad aver rispetto di chi sta peggio di noi.

Marisina Vescio

Pensieri spezzati #1

Ho imparato che nella vita tutto può succedere. Anche ciò che adesso ti scandalizza o ti meraviglia e che affermi di non fare mai, potrebbe capitare proprio a te.
Ho imparato a non dire più che non farò (o non subirò) mai qualcosa di cui adesso non sono d’accordo.
Posso solo rivolgermi al presente e dire che cosa faccio e che cosa non faccio.
E adesso come adesso, posso solo dire che certi atteggiamenti mi allontanano, che non soffro più né mi dispero.
Mi allontano da chi mi urla contro e poi mi accarezza per ularmi nuovamente contro; da chi mi prende in giro; da chi mi tradisce; da chi mi illude e delude; da chi, anziché impegnarsi e sforzarsi, preferisce vivere in un vittimismo inesistente; da chi si aggrappa a me per non perdermi; da chi pretende come se tutto fosse dovuto.
Mi allontano emotivamente. E soffoco. Soffoco perché spesso non posso fuggire via.

Marisina Vescio

L’indifferenza fa star male

Ti dicono che non devi temere il giudizio degli altri. Ed è vero.
È vero quando “gli altri” sono perfetti sconosciuti.
Ma quando li conosci, e soprattutto quando provi affetto per loro, come si fa a non temere il loro giudizio?
Soprattutto quando le persone a te vicino, non fanno altro che dirti “sei troppo timida, sei troppo magra, sei troppo grassa, studi troppo, studi troppo poco, sei brutta, sei disordinata, sei stupida, non sai fare niente, sei maleducata, hai un brutto carattete, sei acida, sei questo, sei quello”.
Ti dicono che chi ti vuol bene ti accetta per come sei.
Fino ad un certo punto, altrimenti nessuno deluderebbe nessuno. Continua a leggere “L’indifferenza fa star male”

3 maggio e 31 maggio

Maggio era il mio mese e da piccola lo aspettavo con ansia.
Non riuscivo a capire, però, il motivo per cui i primi giorni erano felici e gli ultimi si chiudevano in tristezza.
Non da parte mia.

Continua a leggere “3 maggio e 31 maggio”