Ti voglio bene

Certi sentimenti non si spiegano, si provano sulla propria pelle, e, senza capire perché, diventano un pensiero fisso.
A volte fanno male. Tanto male.
Quando mancano gli sguardi e le parole. Quando i silenzi dell’indifferenza prevalgono. Quando gli abbracci muoiono.
Quando resti da solo a pensare se sopravvivi ancora nei suoi pensieri.

Marisina Vescio

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Un dolore che uccide senza far morire

La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che la storia in cui hai messo tutta te stessa, (e col termine “tutta te stessa”, intendo proprio tutto: anni -tanti, tantissimi-, lacrime, sentimento, speranze, emozioni, sogni, rinunce, finanche il nome da dare ai tuoi bimbi), sia finita davvero.
Non parlo di quelle fini temporanee, che dopo qualche mese si ritorna insieme, anche se, è vero, quando finisce, non puoi mai sapere se ci sarà un ritorno, anche se è fortemente sperato.
La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che lui ormai ti ha dimenticato e che ha già un’altra.
La vera sofferenza è quando ti rendi conto che, mentre tu ancora speri che tutto quello in cui hai creduto, lottato, rinunciato, versato lacrime, annullato te stessa perché preferivi la sua felicità, diventasse un noi fatto di “per sempre”, si è tramutato invece in un “ti amo ancora, mi manchi, come hai potuto? senza di te non posso vivere” e al contempo sai che devi andare avanti nonostante tutto.

Maris

Chi è pieno di rabbia non è capace di dare amore.

Alcuni comportamenti faccio fatica a comprenderli.
Come fanno certe persone a dichiarare amore immenso e alla prima cosa che non va loro giù, insultare la persona amata?
Come fanno a dichiarare amore e l’attimo dopo lanciare provocazioni affilate come un rasoio capaci di dilaniare l’anima solo per gelosia?
Come fanno a tramutare l’amore in odio in così breve tempo?
Come fanno i loro occhi da dolci e luminosi a trasformarsi in pieni di rabbia da far rabbrividire?
Sono così sicuri di se stesse da voler avere il controllo su tutto e se scappa loro una virgola iniziano a sbraitare?
O forse sono talmente egoisti che se le cose non vanno come piacciono a loro pretendono con le più atroci offese di piegare gli altri al loro volere?
Di sicuro non sono persone sensibili, perché chi è sensibile non ha il coraggio di ferire. Chi è sensibile, semmai, sa usare le parole giuste. Chi è sensibile non si sognerebbe mai di far guerra, tanto meno a chi ama.
Perché chi è sensibile chiarisce dolcemente e se proprio non riesce ad accettare alcuni fatti, va via, ma non offende.
Non riuscirebbe mai farlo.

Maris

Fine

Lo senti quando quella stretta di mano non trasmette più nulla, quando gli sguardi sono vuoti, quando le parole non dicono niente.
E allora cerchi di stringere più forte.
Per paura che quel brutto presentimento si avveri.
Ma dentro di te ormai lo intuisci.
Come quando stai leggendo un nuovo romanzo e vai a sbirciare l’ultima pagina. Non capisci come andrà a finire, ma un po’ lo sospetti.
Provi a crederci ancora con la speranza di sbagliarti, ma pian piano ti ritrovi in un angolino sconfitta nell’attesa della fine.

Marisina V.

Quel croissant delle 8:00

Certi sapori non sono più gli stessi. Certi sapori fanno male. Perché rievocano quello che non siamo stati, quello che saremmo potuti essere se. 
Come quel croissant delle 8:00, che non bastava mai.
Adesso non è più buono.
Adesso sa di ricordi che fanno male.
Adesso sa di te.

Marisina Vescio