Su di me. 

Taciturna.
Introversa.
A tratti scontrosa.
Forte e fragile quanto basta.
Gli ossimori sono il mio pane.
Rinasco ogni qualvolta osservo il sole tramontare nel mare.
Non sono romantica.
Né poetica.
Né espansiva.
Odio le smancerie, le parole smielate e le frasi fatte.
Soffoco se non mi sento libera.
Mi affeziono facilmente, ma provo affetto profondo solo per pochi.
Ho bisogno di fare le cose con calma, prendendo i miei tempi, altrimenti l’ansia mi divora.
Maldestra.
Abitudinaria.
Non posso fare a meno delle cose banali.
Amo stare da sola, ma non sopporto la solitudine.
Amo il suono della pioggia, ma non sopporto le giornate piovose.
Amo l’estate, ma non tollero il caldo torrido.
Preferisco il freddo al troppo caldo, ma il freddo mi fa andare in letargo.
Il mio mese preferito è settembre (no, non sono nata in questo mese), ma odio settembre perché sono costretta a ritornare in città e a dire addio al mare.
(Vi avevo già avvertito che gli ossimori sono il mio pane, no?).
La birra è la mia passione.
Sono in conflitto con il mio corpo.
Non mi fido di chi non si arrabbia mai; di chi non dice mai parolacce; di chi fa insinuazioni; di chi provoca; di chi non si commuove mai; di chi si mette sempre in sfida; di chi non sta attento ad urtare la sensibilità altrui; di chi non cambia mai idea; di chi non sbaglia mai.
Amo l’imperfezione, perché solo nell’imperfezione avverto quel senso di semplicità e genuinità che arriva dritto al cuore.

Marisina V. 

3 maggio e 31 maggio

Maggio era il mio mese e da piccola lo aspettavo con ansia.
Non riuscivo a capire, però, il motivo per cui i primi giorni erano felici e gli ultimi si chiudevano in tristezza.
Non da parte mia.

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Tappeto pieno di parole

Mi ricordo ancora le notti insonni di qualche anno fa, passate tra pensieri che non volevano andar via.
Oggi come allora, mi ritrovo a camminare su un tappeto pieno di parole che intralciano i miei passi.
Nessuna mano tesa, nessun appiglio su cui farmi forza.
Questa volta sono solo io.
Questa volta voglio rialzarmi da sola.
La strada è ancora lunga…

Marisina Vescio

Frammenti di me #6

IO, IL PIANOFORTE E IL BAMBINO PRODIGIO

Non ho mai saputo perché fin da piccolissima mi attraesse la visione di un pianoforte.
E non ricordo neanche quando fu la primissima volta che ne scoprii il suono.
Ero troppo piccola per ricordare tutto con nitidezza, ma il bambino prodigio  lo ricordo bene.
Forse fu grazie a lui che mi innamorai della musica. Continua a leggere “Frammenti di me #6”

Frammenti di me #5

Prima di natale, ho seguito un corso di scrittura creativa durato circa tre mesi.
Il docente, bravissimo, era un giornalista affermato.
Non ho imparato nulla di particolarmente rilevante da sconvolgere il mio modo di scrivere, ma mi ha dato un cosa importante, fondamentale, che non ho mai avuto: consapevolezza.
Che cosa vuol dire?
Che prima scrivevo di getto senza davvero rendermi conto del valore delle parole e della punteggiatura.
Adesso, scrivo sempre di getto, ma ho consapevolezza di quello che scrivo, delle parole da usare, di come usarle, di quanto sia importante non esagerare con la punteggiatura e neanche non adoperarla affatto.
Io prima scrivevo perché avevo qualcosa da dire.
Adesso scrivo perché, il qualcosa da dire, voglio raccontarlo.

Maris