La solitudine dell’anima. 

Non mi fa paura tanto la morte quanto il restare soli da vecchi. Già mi immagino piegata in due dall’età che a stento esco per far la spesa. Debole, spossata, piena di dolori. Senza futuro. Continua a leggere “La solitudine dell’anima. “

Il sapore dell’ipocrisia.

Carezze sporche di caffè
macchiano le speranze
disegnate sui volti di chi sorride.
Caffè bollente versato ovunque:
sui tessuti,
sulle acque,
sulla gente.
Sul cuore ingenuo,
sulle anime immacolate.
Sui sentimenti,
sugli ideali,
sulle lenzuola dell’ipocrisia.
Profuma,
ammalia,
attrae.
Evoca sapori,
calore, nuovi amori.
Ed intanto il cuore freme.
Soffre. Si dispera.
Voltarsi fa male,
quando l’amore va via.
L’amore spezzato,
uccide lentamente
senza far morire.
Come una tazza
che si spacca,
versando
ciò che conteneva.
Prendere i cocci,
incollarli e riempirli,
inganna la mente,
illudendola
di aver ricostruito
un contenitore saldo,
ma non inganna il cuore
che sa di perdere
il suo sangue.
Ed intanto resta il caffè versato
e quelle dita macchiate,
che lasciano carezze
sporche di caffè.

Marisina V. 

Osservare gli sguardi di chi ti osserva. 


Mi nascondo in un taglio di Fontana per osservare il mondo di chi ti osserva.
Bocche spalancate, occhi estasiati, sguardi dubbiosi, riflessivi ed anche un po’ annoiati.  Continua a leggere “Osservare gli sguardi di chi ti osserva. “

Pensieri spezzati #1

Ho imparato che nella vita tutto può succedere. Anche ciò che adesso ti scandalizza o ti meraviglia e che affermi di non fare mai, potrebbe capitare proprio a te.
Ho imparato a non dire più che non farò (o non subirò) mai qualcosa di cui adesso non sono d’accordo.
Posso solo rivolgermi al presente e dire che cosa faccio e che cosa non faccio.
E adesso come adesso, posso solo dire che certi atteggiamenti mi allontanano, che non soffro più né mi dispero.
Mi allontano da chi mi urla contro e poi mi accarezza per ularmi nuovamente contro; da chi mi prende in giro; da chi mi tradisce; da chi mi illude e delude; da chi, anziché impegnarsi e sforzarsi, preferisce vivere in un vittimismo inesistente; da chi si aggrappa a me per non perdermi; da chi pretende come se tutto fosse dovuto.
Mi allontano emotivamente. E soffoco. Soffoco perché spesso non posso fuggire via.

Marisina Vescio

L’indifferenza fa star male

Ti dicono che non devi temere il giudizio degli altri. Ed è vero.
È vero quando “gli altri” sono perfetti sconosciuti.
Ma quando li conosci, e soprattutto quando provi affetto per loro, come si fa a non temere il loro giudizio?
Soprattutto quando le persone a te vicino, non fanno altro che dirti “sei troppo timida, sei troppo magra, sei troppo grassa, studi troppo, studi troppo poco, sei brutta, sei disordinata, sei stupida, non sai fare niente, sei maleducata, hai un brutto carattete, sei acida, sei questo, sei quello”.
Ti dicono che chi ti vuol bene ti accetta per come sei.
Fino ad un certo punto, altrimenti nessuno deluderebbe nessuno. Continua a leggere “L’indifferenza fa star male”

Sto dalla parte dei non vincitori

Sto sempre dalla parte dei non vincitori, degli incompresi, di quelli che non ce l’hanno fatta ma che continuano a lottare, di quelli sfiniti, seduti ai margini della strada in attesa di ritrovare le forze, di quelli che hanno sempre agito con onestà ma che si son visti derubati dalla falsità.
Perché è facile esultare per i vincitori, lo fanno tutti.
Ma chi non è forte?
Chi incoraggia le persone fragili?
Chi è disposto a comprendere gli emarginati? E i timidi? E i buoni? E gli incompresi?
Queste persone hanno il cuore immenso, e gli altri spesso se ne approfittano, per poi voltare loro le spalle quando sono arrivati alle loro mete.
Perché non si vince mai da soli (se non in rarissimi casi, che non conosco).
C’è sempre l’appoggio morale di un amico, di un genitore, o semplicemente di altre persone che ti hanno a cuore.
E spesso, sono proprio quei cuori usati e poi dimenticati.
Io sto dalla parte dei non vincenti.
Di quelli che non fanno rumore.
Che aspettano di essere presi per mano.
Che si nascondono per paura di essere feriti ancora.
Che si scoraggiano ma non chiedono mai aiuto.
Che hanno paura di disturbare.
Che sanno donarsi senza pretendere nulla in cambio.
Che preferiscono di gran lunga soffrire loro stessi anziché far soffrire gli altri.
Io sto dalla parte dei deboli, dei timidi, dei non vincitori, di quelli come me.

Marisina Vescio

Successione infinita di scelte

Confusione.
Silenzio.
Pensieri.
Scelte.
Mentre la notte mi divora.
Chiudo gli occhi e vedo una strada senza meta ed un bivio che non posso deviare.
Mi fermo per pensare, ma il tempo mi spinge prepotente nonostante io opponga resistenza. 
È la vita. Una successione di scelte infinite e se non si prende la strada giusta, si rischia di ritornare al punto di partenza…

Marisina Vescio

L’altra me

Stasera non sono io.
Sono l’altra me, quella un po’ triste, quella con un nodo in gola, quella che si accuccia sul divano e sta in silenzio con gli occhi chiusi mentre si abbraccia aspettando che il peggio passi.
Quella che accantona i “perché senza risposta”, pensando che non ne valga più la pena scervellarsi inutilmente e farsi male.
Quella che vuole stare sola per non disturbare, che non ha voglia di sorridere, che vorrebbe piangere, che vorrebbe chiudere gli occhi per sparire nel nulla.
Stasera non sono io.
Sono l’altra me.
E mi aspetto ansiosa.
Perché so che non sparisco mai per sempre.

Marisina Vescio