Mancanze

Mancanze che sanno di sale,
come la pelle arsa dal sole.
Mancanze che fanno rumore,
come le onde del mare.
Mancanze che segnano il tempo,
tra i passi infiniti del cielo.
Mancanze amare,
che strappano via le dolcezze.
Mancanze che svuotano l’anima,
mentre l’attesa divora.
Mancanze che nutrono i vuoti,
in un silenzio che non ci consola.

Marisina Vescio © 30/06/2014

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La pioggia è vita

Si è dissolto quell’entusiasmo che colorava la vita.
Colpa della nebbia che offusca la terra.
Una nebbia, che è diventata casa.
Casa che protegge.
Mentre fuori la pioggia batte,
come una puttana ai margini d’un marciapiede.
Pioggia che disprezza la vita mentre l’accarezza.
Ed intanto disseta l’erba.
E la terra.
Terra che è vita.
Nutrendo i germogli.
Pallidi fiori di speranza.
Nascosti dalle ombre dei perché.
Attendono. Che il sole restituisca i colori.
Quel sole caldo che schiaffeggia la terra.
E nell’arsura di quei giorni cocenti,
i fiori implorano pioggia.
Perché la pioggia è vita.

Marisina Vescio

Un dolore che uccide senza far morire

La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che la storia in cui hai messo tutta te stessa, (e col termine “tutta te stessa”, intendo proprio tutto: anni -tanti, tantissimi-, lacrime, sentimento, speranze, emozioni, sogni, rinunce, finanche il nome da dare ai tuoi bimbi), sia finita davvero.
Non parlo di quelle fini temporanee, che dopo qualche mese si ritorna insieme, anche se, è vero, quando finisce, non puoi mai sapere se ci sarà un ritorno, anche se è fortemente sperato.
La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che lui ormai ti ha dimenticato e che ha già un’altra.
La vera sofferenza è quando ti rendi conto che, mentre tu ancora speri che tutto quello in cui hai creduto, lottato, rinunciato, versato lacrime, annullato te stessa perché preferivi la sua felicità, diventasse un noi fatto di “per sempre”, si è tramutato invece in un “ti amo ancora, mi manchi, come hai potuto? senza di te non posso vivere” e al contempo sai che devi andare avanti nonostante tutto.

Maris

In ogni frase e in ogni romanzo c’è sempre un pezzettino di te.

Qualche mese fa (o forse meno), avevo iniziato a scrivere una storia che raccontava di due donne diventate amiche.
Poiché di recente ho avuto una brutta delusione a riguardo, mi sono fermata al primo capitolo.
Questo dimostra che, le storie, è vero, sono puramente inventate, ma le emozioni e i sentimenti descritti in esse sono autentici!
Ecco perché in ogni frase e in ogni romanzo, il lettore ritrova sempre almeno un pezzettino di sé, perché lì dentro, a prescindere dalla storia, ci si mette l’anima!

Maris

Fine

Lo senti quando quella stretta di mano non trasmette più nulla, quando gli sguardi sono vuoti, quando le parole non dicono niente.
E allora cerchi di stringere più forte.
Per paura che quel brutto presentimento si avveri.
Ma dentro di te ormai lo intuisci.
Come quando stai leggendo un nuovo romanzo e vai a sbirciare l’ultima pagina. Non capisci come andrà a finire, ma un po’ lo sospetti.
Provi a crederci ancora con la speranza di sbagliarti, ma pian piano ti ritrovi in un angolino sconfitta nell’attesa della fine.

Marisina V.

Siamo esseri umani.

Non siamo perfetti.
Siamo fragili. Abbiamo paura. Ci nascondiamo. Ci arrabbiamo. Scappiamo. A volte ci arrendiamo. A volte vinciamo pur avendo torto. A volte perdiamo pur avendo ragione.
A volte capiamo. 
E quando capisci tutto questo azzeri tutto.
Perché non esiste giusto o sbagliato, esiste solo quello che c’è nel tuo cuore.

Marisina Vescio

Quel croissant delle 8:00

Certi sapori non sono più gli stessi. Certi sapori fanno male. Perché rievocano quello che non siamo stati, quello che saremmo potuti essere se. 
Come quel croissant delle 8:00, che non bastava mai.
Adesso non è più buono.
Adesso sa di ricordi che fanno male.
Adesso sa di te.

Marisina Vescio