Un dolore che uccide senza far morire

La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che la storia in cui hai messo tutta te stessa, (e col termine “tutta te stessa”, intendo proprio tutto: anni -tanti, tantissimi-, lacrime, sentimento, speranze, emozioni, sogni, rinunce, finanche il nome da dare ai tuoi bimbi), sia finita davvero.
Non parlo di quelle fini temporanee, che dopo qualche mese si ritorna insieme, anche se, è vero, quando finisce, non puoi mai sapere se ci sarà un ritorno, anche se è fortemente sperato.
La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che lui ormai ti ha dimenticato e che ha già un’altra.
La vera sofferenza è quando ti rendi conto che, mentre tu ancora speri che tutto quello in cui hai creduto, lottato, rinunciato, versato lacrime, annullato te stessa perché preferivi la sua felicità, diventasse un noi fatto di “per sempre”, si è tramutato invece in un “ti amo ancora, mi manchi, come hai potuto? senza di te non posso vivere” e al contempo sai che devi andare avanti nonostante tutto.

Maris

False sconfitte

Mi sbalordisce il modo in cui si resta sconfitti da certe situazioni nonostante si abbiano le carte vincenti in mano.
E non perché tu non sappia giocare, ma perché l’altro bara spudoratamente, bara davanti ai tuoi occhi e se parli, si lamenta di essere accusato ingiustamente.
È così che si resta disarmati e incapace di difendersi.
La verità messa in bella mostra non viene accettata, non viene vista.
Non è facile riconoscere chi bara. Perché chi lo fa, sa di sbagliare e fa di tutto per nasconderlo.
Te ne accorgi quando la vittima sei tu stesso.
E in quel momento ti accorgi di tutte le volte che, in passato, hai creduto, in buona fede, alla falsità e condannato la verità e sai che, allo stesso modo, non verresti creduto.
In quel momento ti accorgi di quanto sia facile essere ingannato.
Da chi stimi, da chi ami, da chi ammiri, da chi non te lo aspetteresti mai.
Ed allora taci, perché sei consapevole che se chiedi aiuto, che se fai notare il gioco sleale, verrai accusato tu e non il baro.
E dunque accetti in silenzio la sconfitta, facendo la parte di chi sa perdere a testa alta.

Marisina Vescio

Frammenti di me #2

NON SO DIFENDERMI

Sono fatta male, malissimo.
In passato, quando qualcuno mi dava la colpa di qualcosa, non mi difendevo.
“Hai lasciato il rubinetto dell’acqua aperto!” mi dicevano quand’ero bambina “Non sono stata io!” rispondevo.

Continua a leggere “Frammenti di me #2”