Successione infinita di scelte

Confusione.
Silenzio.
Pensieri.
Scelte.
Mentre la notte mi divora.
Chiudo gli occhi e vedo una strada senza meta ed un bivio che non posso deviare.
Mi fermo per pensare, ma il tempo mi spinge prepotente nonostante io opponga resistenza. 
È la vita. Una successione di scelte infinite e se non si prende la strada giusta, si rischia di ritornare al punto di partenza…

Marisina Vescio

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I momenti negativi?

Li attraversiamo tutti.
Arrivano, ci avvolgono e poi silenziosamente passano.
Che cosa sono in realtà i momenti negativi?
Sfortuna? Io alla sfortuna non credo.
Casualità? Non credo neanche al caso.
Energia negativa? Non ne sono convinta,
M o m e n t i N e g a t i v i .
Notizie inaspettate che ci tolgono il sorriso.
Dare il massimo possibile senza ottenere risultati sperati.
Aspettative deluse.
Vedere mandati all’aria tutti i nostri piani.
Consapevolezza di uno sbaglio che ne genera una serie infinita senza riuscire a porre fine a tutto.
Promesse non mantenute.
Affetti negati.
E di fronte a tutto questo ci si sente fragili e impotenti. E anche sconfitti.
Si osserva in silenzio, incapaci di valutare e decidere.
Poi succede una cosa strana. Ci si ritrova a stringere i pugni e a prendere in mano le redini della propria vita e si decide di procedere nonostante tutto, perché è giunto il momento di rischiare e di rimettersi in gioco.
Quel che sarà poco importa. L’importante è vivere e non farsi vivere.

Marisina Vescio 

Chi non ti cerca è perché non ti vuole cercare (?)

Io sono un po’ confusa in merito alla storia del “chi non ti cerca è perché non gli o non le interessi”.
E mettiamo caso che ci siano due persone che abbiano paura di disturbarsi a vicenda?
Oppure due persone che, a furia di portoni sbattuti in faccia dopo aver fatto il primo passo, adesso abbiano il terrore di riceverne un altro?
Oppure quelli che non ti cercano e non sai se lo facciano perché vogliono essere cercati o perché per loro sei indifferente?
Oppure quelli che se li cerchi si sentono soffocati e se non li cerchi si lamentano che vogliono essere cercati?
Oppure di quelli che, per educazione ti fanno capire che per loro sei importante e poi se li cerchi ti mandano gentilmente a quel paese.
Io per esempio, sono una di quelle che, ha il terrore di disturbare, ha il terrore delle porte sbattute in faccia dopo aver fatto infinite volte il primo passo, ha il terrore di essere mandata gentilmente a quel paese.
Marisina V.

E se poi #1

Ci son tante cose che vorremmo fare, ma che accantoniamo o per mancanza di tempo o di denaro.
Andare a correre o in piscina, per esempio.
Iscriversi al quel nuovo corso pilates e yoga.
Provare a fare quei capcakes tanto deliziosi che si vedono un po’ dappertutto nel web.
Tra le varie cose, avrei voluto fare un corso di dizione.
Ho sempre pensato che mi avrebbe fatto sentire più sicura di me, il saper adoperare la giusta cadenza, il giusto tono, la giusta intonazione.
Perché sapete, ho paura di parlare. Non so parlare.
Quando devo dire qualcosa ritornano tutti i miei “e se poi?”!
E se poi il mio accento non piacerà?
E se poi mi prenderanno in giro?
E se poi non saprò dire le giuste parole?
E se poi mi bloccherò?
E se poi verrò giudicata per la mia cadenza?
Ho sempre pensato che la dizione avrebbe messo fine a tutte le mie incertezze.
Ma è una di quelle cose che rimando sempre o per mancanza di tempo o di denaro. E forse perché in fondo non sono poi così sicura che sia la soluzione giusta.
Forse devo solo imparare a parlare senza più pormi problemi.
Ed è quello che sto iniziando a fare.
Le paure, si vincono solo sfidandole.

Maris

Non so se.

Non riesco a fare il primo passo.
In nessuna circostanza. E so che è sbagliato.
So che potrei incontrare una persona come me che non riesce a farlo, e due persone che si aspettano, non si incontreranno mai.
So tutto questo.
Eppure avverto tanti “non so se” nello stomaco che mi frenano, seguiti da altrettanti “e se poi”.
Non so se le sono simpatica. E se poi le sono antipatica?
Non so se la disturbo. E se poi mi fa pesare che l’ho disturbata?
Non so se ha piacere che io le scriva. E se poi mi risponde male?
Non so se vorrebbe che io faccia il primo passo. E se poi le sono indifferente?
Non so se vorrebbe conoscermi meglio. E se poi non mi sopporta nonostante mi risponda in modo garbato?
Non so se.
E se poi?

Marisina V.

Siamo esseri umani.

Non siamo perfetti.
Siamo fragili. Abbiamo paura. Ci nascondiamo. Ci arrabbiamo. Scappiamo. A volte ci arrendiamo. A volte vinciamo pur avendo torto. A volte perdiamo pur avendo ragione.
A volte capiamo. 
E quando capisci tutto questo azzeri tutto.
Perché non esiste giusto o sbagliato, esiste solo quello che c’è nel tuo cuore.

Marisina Vescio