Un dolore che uccide senza far morire

La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che la storia in cui hai messo tutta te stessa, (e col termine “tutta te stessa”, intendo proprio tutto: anni -tanti, tantissimi-, lacrime, sentimento, speranze, emozioni, sogni, rinunce, finanche il nome da dare ai tuoi bimbi), sia finita davvero.
Non parlo di quelle fini temporanee, che dopo qualche mese si ritorna insieme, anche se, è vero, quando finisce, non puoi mai sapere se ci sarà un ritorno, anche se è fortemente sperato.
La vera sofferenza d’amore è quando ti rendi conto che lui ormai ti ha dimenticato e che ha già un’altra.
La vera sofferenza è quando ti rendi conto che, mentre tu ancora speri che tutto quello in cui hai creduto, lottato, rinunciato, versato lacrime, annullato te stessa perché preferivi la sua felicità, diventasse un noi fatto di “per sempre”, si è tramutato invece in un “ti amo ancora, mi manchi, come hai potuto? senza di te non posso vivere” e al contempo sai che devi andare avanti nonostante tutto.

Maris

Non so se.

Non riesco a fare il primo passo.
In nessuna circostanza. E so che è sbagliato.
So che potrei incontrare una persona come me che non riesce a farlo, e due persone che si aspettano, non si incontreranno mai.
So tutto questo.
Eppure avverto tanti “non so se” nello stomaco che mi frenano, seguiti da altrettanti “e se poi”.
Non so se le sono simpatica. E se poi le sono antipatica?
Non so se la disturbo. E se poi mi fa pesare che l’ho disturbata?
Non so se ha piacere che io le scriva. E se poi mi risponde male?
Non so se vorrebbe che io faccia il primo passo. E se poi le sono indifferente?
Non so se vorrebbe conoscermi meglio. E se poi non mi sopporta nonostante mi risponda in modo garbato?
Non so se.
E se poi?

Marisina V.