Frammenti di me #5

Prima di natale, ho seguito un corso di scrittura creativa durato circa tre mesi.
Il docente, bravissimo, era un giornalista affermato.
Non ho imparato nulla di particolarmente rilevante da sconvolgere il mio modo di scrivere, ma mi ha dato un cosa importante, fondamentale, che non ho mai avuto: consapevolezza.
Che cosa vuol dire?
Che prima scrivevo di getto senza davvero rendermi conto del valore delle parole e della punteggiatura.
Adesso, scrivo sempre di getto, ma ho consapevolezza di quello che scrivo, delle parole da usare, di come usarle, di quanto sia importante non esagerare con la punteggiatura e neanche non adoperarla affatto.
Io prima scrivevo perché avevo qualcosa da dire.
Adesso scrivo perché, il qualcosa da dire, voglio raccontarlo.

Maris

Frammenti di me #4

Ritorno spesso sui soliti argomenti.
Ci rimugino. E non mi do pace quando non trovo una ragione plausibile. E non tanto sugli eventi di vita o sui comportamenti altrui, ma sulle mie reazioni.
Sono capace di trascinare per anni la stessa domanda su un dato episodio: perché mi lascio sconfiggere? Perché non difendo ciò che è mio? Perché cedo facilmente il posto?
Una persona che è capace di sostenere il falso pur di ottenere ciò che vuole e lotta con unghie e denti, mi fa paura.
È questo il vero motivo.
Le persone che dichiarano il falso, sanno di mentire e vogliono mentire. Per questo fanno di tutto per infangare l’onesto affinché perda di credibilità agli occhi della gente.
Perché a loro interessa soltanto ottenere ciò che vogliono a discapito di chiunque!
Ed io resta allibita di fronte a tutto ciò.
Non so difendermi.
Non trovo argomentazioni.
Resto indifesa con la mia verità in mano.
Una verità cui nessuno crede.
Perché è più facile dare ascolto alle bugie.

Come quel tema di tanti anni fa. L’avevo scritto io. Pensato, elaborato, messo su carta con la mia solita bic.
Ogni parola scritta era un frammento di me.
Perché io quando scrivo ci metto l’anima, anche se si tratta di argomenti di cronaca.
Eppure mi venne detto che “non era farina del mio sacco”, per citare le testuali parole. Accusata dalla cocca della docente.
Scrivo spesso di questo episodio.
Sempre lo stesso. Anche se può semprare che mi sia capitato più volte. Ma no. Sempre quel solito episodio che non mi stancherò mai di ripetere.
Perché mi fa ancora male.
Perché non sono stata creduta.
Perché avrei potuto lottare, ribellarmi, difendermi per sostenere la mia giusta causa.
Eppure ho subito, sconfitta, quel voto ribassato, nonostante supplicassi la docente di credermi.

Maris

Frammenti di me #2

NON SO DIFENDERMI

Sono fatta male, malissimo.
In passato, quando qualcuno mi dava la colpa di qualcosa, non mi difendevo.
“Hai lasciato il rubinetto dell’acqua aperto!” mi dicevano quand’ero bambina “Non sono stata io!” rispondevo.

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