Bisogna imparare ad essere riconoscenti di ciò che si ha e a rispettare chi sta peggio di noi.

Tanti anni fa avevo un amico.
Era una persona molto dolce e gentile.
Era anche molto fragile ed insicuro e forse anche un po’ pessimista.
Uno di quelli che dicono sempre “tanto io non ce la farò mai”, “tanto nella vita va avanti chi non lo merita”, “tanto io sono un fallito perché non riuscirò mai a realizzare il mio sogno”.
Uno di quelli che tu stai sempre lì a dirgli “ce la farai”, “non demordere”, “credici sempre”, “non mollare mai”.
Uno di quelli che ti fa tenerezza e senza che lui te lo dica direttamente, lo aiuti, non con aiuti materiali, ma morali, stando sempre al suo canto, sostenendolo nei suoi progetti, condividendo sui vari social i suoi lavori per aiutarlo a fargli pubblicità.
Poi successe dell’incredibile.
Realizzò il suo sogno ed riuscì ad occupare la posizione lavorativa e sociale  che aveva sempre sperato divenendo un personaggio famoso nel suo campo.
Non diede più retta a nessuno a causa degli innumerevoli impegni e quelle rare volte che si faceva sentire, si lamenta (alludendo al suo lavoro), che la vita con lui è stata ingrata e che lui rimarrà sempre il sognatore insoddisfatto e pieno di paure.

Io mi sento offesa da queste parole!
Come può una persona che ha raggiunto il suo sogno, affermare che la vita con lui è stata ingrata e che sarà sempre il sognatore insoddisfatto?
È uno schiaffo in faccia a quelli come me che non sono riusciti a realizzare nulla di nulla.
E sinceramente, se prima lo stimavo, pian piano ho iniziato a provare solo delusione.
Sia perché evidentemente non sa apprezzare quello che ha, sia perché vuole ancora di più di quello che già ha. Ma sinceramente lamentarsene non è una cosa bella per rispetto di chi non ha nulla!

Questi episodi mi portano a fare delle riflessioni:
l’essere umano per sua natura sarà sempre insoddisfatto. Più ha, più desidera. Più desidera, più non sa essere riconoscente di ciò che ha. (E forse proprio per questo si dice “chi si accontenta, gode”).

Il fatto che una persona del genere,  nonostante sia riuscita a realizzare il suo sogno (quello che raccontava ai suoi amici e che al contempo diceva “tanto resterà solo un sogno”), continui a lamentarsi, è normale che attiri su di sé sentimenti negativi, quali invidia e delusione, perché noi comuni mortali possiamo dire “ti lamenti proprio tu che hai tutto? Vorrei essere al tuo posto per godermi la tua felicità che tu non riesci a vedere”, mentre invece lui non potrà mai dire “vorrei essere al tuo posto” sapendo bene che molti hanno lavori mal pagati, precari e spesso non hanno proprio lavoro.

Bisogna imparare ad apprezzare ciò che si ha, ad essere riconoscenti di ciò che si ha e ad aver rispetto di chi sta peggio di noi.

Marisina Vescio

Frammenti di me #1

Quando frequentavo il liceo, il mio sogno era quello di studiare psicologia. Mi interessava capire il motivo di alcuni comportamenti in relazione a certe risposte, da cosa dipendessero alcuni disturbi comportamentali, e nello specifico avrei voluto approfondire lo studio sull’autismo, perché lo consideravo un mondo segreto che custodiva dei tesori inesplorati.   Continua a leggere “Frammenti di me #1”