Su di me. 

Taciturna.
Introversa.
A tratti scontrosa.
Forte e fragile quanto basta.
Gli ossimori sono il mio pane.
Rinasco ogni qualvolta osservo il sole tramontare nel mare.
Non sono romantica.
Né poetica.
Né espansiva.
Odio le smancerie, le parole smielate e le frasi fatte.
Soffoco se non mi sento libera.
Mi affeziono facilmente, ma provo affetto profondo solo per pochi.
Ho bisogno di fare le cose con calma, prendendo i miei tempi, altrimenti l’ansia mi divora.
Maldestra.
Abitudinaria.
Non posso fare a meno delle cose banali.
Amo stare da sola, ma non sopporto la solitudine.
Amo il suono della pioggia, ma non sopporto le giornate piovose.
Amo l’estate, ma non tollero il caldo torrido.
Preferisco il freddo al troppo caldo, ma il freddo mi fa andare in letargo.
Il mio mese preferito è settembre (no, non sono nata in questo mese), ma odio settembre perché sono costretta a ritornare in città e a dire addio al mare.
(Vi avevo già avvertito che gli ossimori sono il mio pane, no?).
La birra è la mia passione.
Sono in conflitto con il mio corpo.
Non mi fido di chi non si arrabbia mai; di chi non dice mai parolacce; di chi fa insinuazioni; di chi provoca; di chi non si commuove mai; di chi si mette sempre in sfida; di chi non sta attento ad urtare la sensibilità altrui; di chi non cambia mai idea; di chi non sbaglia mai.
Amo l’imperfezione, perché solo nell’imperfezione avverto quel senso di semplicità e genuinità che arriva dritto al cuore.

Marisina V.