Fotolibro, come si può non averne almeno uno che racconti qualcosa di sé o qualcosa cui teniamo?

Che la fotografia è una delle mie più grandi passioni, credo che sia abbastanza evidente. Ciò che passa inosservato è che cosa intendo io per fotografia.
Al di là del dire le solite cose -fermare il tempo, conservare un ricordo, scattare quello che vedono i miei occhi, congelare gli attimi- per me è un rettangolino cartaceo plastificato da tenere in mano che racconta qualcosa.
Potrebbe sembrare banale questa descrizione,

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Non è forte chi nasconde i problemi. È forte chi è disposto a superarli.

Si parla di tutto. Del mare, del cibo, dei soldi che non bastano mai, dei ristoranti, dell’ultimo modello dello smartphone, di droga, di salute, finanche dei rapporti occasionali, ma dei problemi sessuali che possono insorgere all’interno di una coppia non se ne parla mai. Per vergogna forse. Per non essere ridicolizzati. Continua a leggere “Non è forte chi nasconde i problemi. È forte chi è disposto a superarli.”

A volte, basta davvero poco, per ritornare a sorridere.

In una domenica d’autunno qualunque, con un sole pallido e l’aria gelida che penetra nelle ossa, mi accingo a fare una passeggiata, per schiarire i soliti pensieri che svolazzano ribelli nella mente. Continua a leggere “A volte, basta davvero poco, per ritornare a sorridere.”

3 maggio e 31 maggio

Maggio era il mio mese e da piccola lo aspettavo con ansia.
Non riuscivo a capire, però, il motivo per cui i primi giorni erano felici e gli ultimi si chiudevano in tristezza.
Non da parte mia.

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Il velo illusorio dell’amore

«Era lì, sulla porta.
Guardava con aria distratta. Un’aria di chi se ne frega. Di chi vuole pensare ad altro. Di chi ha deciso di non volersi mai legare a nessuna donna.
Lei lo osservava e cercava di scorgere uno spiraglio di luce nei suoi occhi, in quegli occhi bui che non lasciavano spazio ai suoi.
Gli sfuggiva tra le dita, provava ad afferrarlo, ma si ritrovava briciole di nulla.
In ogni suo silenzio cercava affetto, comprensione, amore.
Ma non si rendeva conto che i suoi silenzi erano solo e semplici silenzi.
Leggeva “tra le righe” ogni sua frase, interpretando amore ovunque.
Si annullava per lui.
Lottava per non perderlo, del resto, chi ama lotta.
Chi ama non si arrende, non si ferma al primo ostacolo.
Chi ama spera. E chi spera, legge amore anche in uno sguardo, in un silenzio, in un gesto banale e privo di senso.
Chi ama, ha bisogno della persona amata e si accontenta della semplice vicinanza.
E mentre lei non riusciva più a contenere i palpiti accelerati, mossi dall’ansia del dubbio e del silenzio, lui, se ne stava sulla porta a guardare indifferente, pronto ad andar via.
Non una parola, una frase, un “che ti è accaduto?”, un “perché stai piangendo?”
Nulla!
E solo in quel momento, dopo anni di sofferenze, di speranze, di lotte, lei si rese conto che a lui non importava nulla.
Si sentì sconfitta.
Smise di piangere.
Smise di cercare il suo sguardo.
E si ritrovò a guardarsi le mani che stringevano forte un fazzoletto.
Non lo implorò più.
Non cercò di fermarlo.
Non corse, come era suo solito fare, tra le sue braccia per pregarlo di restarle accanto.
Questa volta era diverso.
Questa volta, sembrava essere lui ad aspettare una parola o un gesto.
Silenzio.
Il velo illusorio dell’amore non c’era più.
Di quell’amore ancora troppo presente, da far star male.
La delusione le fece vedere con gli occhi della realtà.
Ed ora, dinanzi a lei, non c’era più l’uomo forte a cui aveva affidato la sua vita, bensì c’era una persona misera e debole, con gli occhi pieni di paura.
Silenzio. Ormai solo silenzio!»

Marisina Vescio

Successione infinita di scelte

Confusione.
Silenzio.
Pensieri.
Scelte.
Mentre la notte mi divora.
Chiudo gli occhi e vedo una strada senza meta ed un bivio che non posso deviare.
Mi fermo per pensare, ma il tempo mi spinge prepotente nonostante io opponga resistenza. 
È la vita. Una successione di scelte infinite e se non si prende la strada giusta, si rischia di ritornare al punto di partenza…

Marisina Vescio